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la degenza
La Struttura fornisce tre tipologie di servizio:
- Ricovero in lungodegenza
- Ricovero in riabilitazione estensiva
- Ricovero di sindromi vegetative persistenti, cioè pazienti che non possono
trarre ulteriore vantaggio da programmi di riabilitazione intensiva. E' necessario
sottolineare che codesto Ospedale si occupa esclusivamente della prevenzione
di danni secondari e terziari, e non è in grado di erogare servizi di
riabilitazione sub-intensiva o intensiva, né stimolazioni di altro tipo tendenti
al risveglio.
Nello svolgimento delle attività quotidiane esistono degli standard garantiti che accomunano
tutte e tre le tipologie di servizio. Tali standard possono essere suddivisi
come segue. Per l'aspetto Assistenziale, la struttura garantisce: una pianificazione
individualizzata dell' assistenza; un bagno igienico in immersione all'arrivo in
struttura ed una volta alla settimana (in assenza di controindicazioni mediche); una
alzata quotidiana di tutti i pazienti (in conformità con il quadro clinico); pasti serviti
in contenitori monouso e termosigillati; possibilità di personalizzazione delle diete;
sanificazione quotidiana delle camere e delle parti comuni; approvvigionamento
e gestione della biancheria per la camera e per il bagno. Per l'aspetto Medico, la
struttura garantisce: la presenza di un Medico interno alla struttura e di infermieri
per 24 ore al giorno (e per tutti i giorni dell'anno); la valutazione multidisciplinare;
radiografie ed ecografie eseguibili internamente: la presenza programmata di
fisiatra, psichiatra e logopedista; il funzionamento nei giorni feriali, sabato incluso,
del servizio di fisioterapia. Per i parenti dei pazienti affetti da SVP (Sindromi Vegetative
Persistenti) l'organizzazione, attraverso lo psichiatra, garantisce lo svolgimento di
Gruppi di sostegno. Il consulente in malattie mentali e nervose nello svolgimento
della sua attività effettua colloqui clinici di approfondimento delle caratteristiche
personologiche e delle variabili socio-ambientali che possono aver determinato
sofferenze psicologiche o comunque un vissuto della malattia particolarmente
angoscioso. I Gruppi di discussione e di sostegno si propongono invece di affrontare
le eventuali difficoltà nel sostenere il rapporto con le persone affette da SVP, con
il fine di rendere questo rapporto sempre più rilassato e profondo.
Il Fisiatra attua una serie di attività comprendente:
- Recupero delle autonomie attraverso un
trattamento riabilitativo basato su: mobilizzazione
passiva e attiva assistita, riattivazione
alla marcia, ricorso a tecniche riabilitative
specifiche (quali Bobat, Kabat,
Perfetti, ecc..);
- Massoterapia, linfodrenaggio;
- Utilizzo di terapia fisica: magnetoterapia,
ultrasuonoterapia, elettroanalgesia, elettroterapia
eccitomotoria;
- Trattamento di prevenzione danni secondari
e terziari in esiti di coma.
Progetto Morfeo
Nell’ottica di offrire un miglioramento
costante del servizio e contribuire
all’approfondimento delle problematiche
riguardanti le condizioni cliniche e il contesto
familiare dei pazienti in Stato Vegetativo,
l’Ospedale Privato Santa Viola ha intrapreso
nel 2006 il Progetto Morfeo. Tale
progetto, nato dalla collaborazione multidisciplinare
di professionisti operanti sia
all’interno dell’ospedale che in istituzioni
scientifiche nazionali (Università di Bologna)
che internazionali (Harvard Medical
School, Boston, USA), prevedeva una
prima fase di monitoraggio delle complicanze
cliniche dei pazienti in Stato
Vegetativo ricoverati e una seconda fase
di valutazione del carico emozionale e
della qualità della vita dei loro familiari.
Obiettivo della fase 1 era di istituire un
sistema di monitoraggio delle complicanze
cliniche nei pazienti in Stato Vegetativo
ricoverati, in modo da evidenziare gli esiti
più frequenti, monitorarli nel modo più
corretto e, quando possibile, mettere in
atto i sistemi più idonei per prevenirli.
Obiettivi della fase 2 erano misurare la
qualità di vita e il carico emozionale dei
parenti con la duplice finalità di selezionare
le famiglie coi maggiori bisogni
assistenziali, anche in relazione alle loro
caratteristiche socio-demografiche, e
comparare i diversi modelli assistenziali
per identificare quello che allevia maggiormente
lo stress della famiglia.
Nella fase 1, conclusasi nel 2007, sono
state monitorate alcune complicanze
cliniche (infezioni del tratto urinario,
polmonari, sepsi; ulcere da decubito,
complicazioni neurologiche e articolari,
trombosi venosa profonda, malnutrizione)
in base a criteri standardizzati mutuati
dalla letteratura scientifica, per 12 mesi. La
registrazione delle complicanze è avvenuta
su cartella clinica dedicata e i dati sono
stati poi inseriti su data-base elettronico.
Dall’analisi dei dati, realizzata nel 2008 e
condivisa nel corso di alcuni convegni in
ambito nazionale, si è evinto che un set
minimo di indicatori per valutare la qualità
dell’assistenza in questa tipologia di
pazienti potrebbe essere costituito dal
follow up di piaghe da decubito, stato
nutrizionale, ROM passivo (indice di deformità
articolare) e incidenza di infezioni.
Tale ipotesi verrà testata nel corso di un
ulteriore studio, che, in considerazione dei
risultati della Fase 1 del progetto Morfeo,
sarà mirato alla rilevazione delle complicanze
rivelatisi più frequenti ed importanti
ed avrà durata triennale (2010-2012).
Nella fase 2 per misurare il carico emozionale
dei familiari stiamo utilizzando il
Family Strain Questionnaire (FSQ2),
questionario validato in Italia nel 2001. Per
valutare la qualità di vita dei familiari,
invece, è stato scelto l’SF36, questionario
multiscopo contenente 36 domande. La
rilevazione si sta concludendo e a breve
dovremmo avere i risultati che ci auguriamo
consentiranno di interagire ancora di
più coi familiari dei pazienti in Stato Vegetativo,
nell’ottica di fornire un supporto
psicologico sempre più specifico e mirato
e di rispondere nel modo più esaustivo ai
loro bisogni assistenziali.
ospedale senza dolore
L'Ospedale Privato Santa Viola ha anche attivato un Progetto denominato "Ospedale
senza Dolore", progetto promosso dal Ministero della Sanità, e condiviso dall'AIOP,
con l'obiettivo di migliorare il processo assistenziale, rivolgendosi specificamente al
controllo del dolore di qualsiasi origine.
Il recepimento delle linee guida nazionali da parte delle singole strutture aderenti
all'iniziativa, ha portato anche noi (associati AIOP) a riconoscere come idonea la
"Rilevazione del dolore in termini soggettivi": ovvero il dolore percepito dal paziente
è quello che noi riconosciamo come dolore effettivo. La Scala NRS è lo strumento
col quale il paziente quantifica il dolore percepito e l'equipe medica lo rileva. Non
di secondaria importanza è ovviamente la sensibilizzazione e l'educazione di tutti
gli operatori nei confronti di un tema spesso sottostimato, come è quello del dolore
in Ospedale. Nel questionario consegnato al cliente in fase di
dimissione viene invece monitorato il gradimento dell’utente, in merito al trattamento del
dolore, da parte dell’organizzazione con domande specifiche.
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