Circa un anno fa avevamo comunicato l’uscita di “Salgo a fare due chiacchiere” (Novembre 2015 – San Paolo Edizioni) il libro di Cristina Petit maestra e autrice di numerose pubblicazioni. Oggi siamo lieti di annunciarvi il prestigioso traguardo ottenuto dal romanzo selezionato tra i primi 3 finalisti del Premio Zanibelli 2016 (primo riconoscimento letterario in Italia dedicato alla medicina narrativa istituito da Sanofi). Tratto da una storia vera, di dolore ma anche di speranza e attaccamento alla vita, il racconto si svolge all’interno del nostro Ospedale Santa Viola e si legge tutto d’un fiato.

L’utilizzo di Whatsapp è complice della scrittura “giovane” e coinvolgente. Il libro ha coinvolto attivamente lo staff del Santa Viola: dai medici, infermieri ai ragazzi del volontariato, ai familiari dei pazienti ricoverati.

La giuria del Premio Zanibelli, presieduta da Gianni Letta e composta da istituzioni in ambito sanitario, esperti di salute e informazione, ha dovuto selezionare tra 63 opere iscritte. Cristina Petit insieme ad una delegazione del Santa Viola saranno presenti alla cerimonia di premiazione il 4 ottobre 2016, presso l’Ambasciata di Francia, a Roma, durante la quale sarà decretato il vincitore.

La vera forza del Premio così come quella del libro è il coraggio di affrontare gli imprevisti della vita come parte di essa, senza cadere in ginocchio e senza arrendersi mai.
Ci complimentiamo con l’autrice per il successo avuto, augurandole di arrivare fino in fondo.

LA STORIA

Basato su una storia vera, un romanzo che è una testimonianza di speranza e di coraggio. “Nelle possibilità di tragedia che avevo previsto per me e per la mia famiglia era più plausibile un rapimento”. Invece Irene si trova a fare i conti con un padre in stato vegetativo in seguito a un incidente. Anche le certezze di Anna e Greg stanno per andare in frantumi. Razionale e autosufficiente lei, fermamente deciso a non diventare adulto lui, fanno volontariato con altri liceali prossimi alla maturità nell’ospedale che ospita Luciano, il padre di Irene, e altri pazienti come lui. Ma è possibile bastare a se stessi? È possibile non cambiare mai? E la nostra vita è decisa una volta per tutte? E cosa succede se ti ritrovi immobile in un letto d’ospedale? Le voci di Irene, Anna e Greg – alle quali si uniscono quella del dottore e degli altri volontari – raccontano in prima persona l’anno in cui la vita di ognuno ha preso una direzione inaspettata. Si piange, si ride, si ascolta musica, si litiga molto in questo libro, si passano ore vuote accanto a Luciano e si finisce per confidargli i segreti del cuore, si fanno corse pazze in motorino e si guarda il mare in silenzio. Ci si ritrova infine all’esame di maturità avendo scoperto cose nuove su di sé, sulla vita, sull’amore e sull’amicizia.

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